Monolocali oltre i mille euro al mese, trilocali che superano i 5.000 euro e appartamenti di pregio con richieste fino a 18.000 euro mensili. A Milano il mercato delle locazioni continua a mostrare una forte pressione sui prezzi, alimentando il divario tra domanda abitativa e capacità di spesa.
Il tema degli affitti torna al centro del dibattito sul mercato immobiliare milanese. Un’inchiesta televisiva di Fuori dal Coro ha acceso i riflettori sulle richieste economiche degli annunci presenti sul mercato, evidenziando quanto possa essere difficile trovare un’abitazione a prezzi sostenibili nel capoluogo lombardo.
La fascia più esposta è quella degli immobili di piccola metratura. Per un monolocale, in diverse zone della città, la soglia dei 1.000 euro al mese non rappresenta più un’eccezione. Salendo di categoria, i canoni possono raggiungere livelli decisamente più elevati: per un trilocale le richieste possono superare i 5.000 euro mensili, soprattutto nelle aree più richieste e per immobili caratterizzati da pregio, posizione o dotazioni particolari.
Il mercato degli immobili di fascia alta segue una dinamica ancora più estrema. Per un’abitazione di circa 160 metri quadrati in una zona prestigiosa, l’offerta può arrivare a 18.000 euro al mese.
Il problema della sostenibilità economica
Al di là degli immobili di lusso, il vero punto critico riguarda la fascia ordinaria del mercato: quella destinata a studenti, giovani lavoratori, coppie e famiglie.
Per chi arriva a Milano per studiare, il costo dell’alloggio rappresenta spesso una delle principali voci di spesa. La difficoltà non è soltanto trovare una stanza o un piccolo appartamento, ma trovare una soluzione che abbia un rapporto accettabile tra prezzo, dimensioni e condizioni dell’immobile.
È qui che emerge uno dei paradossi più evidenti dell’attuale mercato: abitazioni di dimensioni ridotte o con caratteristiche modeste possono essere proposte a canoni che, solo pochi anni fa, sarebbero stati associati a immobili di livello decisamente superiore.
La conseguenza è un progressivo spostamento della domanda verso soluzioni alternative: condivisione degli appartamenti, periferie sempre più esterne, comuni dell’hinterland e permanenze temporanee.
Milano tra attrattività e accessibilità
La questione abitativa si inserisce in un fenomeno più ampio. Milano continua ad attirare studenti, professionisti, imprese e investimenti, sostenuta da un mercato del lavoro particolarmente dinamico e da una forte domanda di abitazioni.
Ma proprio il successo della città contribuisce ad alimentare la pressione sul mercato residenziale.
La domanda resta elevata, mentre l’offerta di abitazioni in locazione a prezzi compatibili con i redditi di una parte significativa della popolazione appare insufficiente. Il risultato è un mercato sempre più polarizzato: da una parte immobili di pregio e canoni elevati, dall’altra una domanda costretta a ridurre metrature, spostarsi geograficamente o condividere gli spazi.
La sfida per il settore immobiliare
Per gli operatori del real estate, il tema non può essere letto soltanto come una questione di prezzi. È soprattutto una questione di equilibrio tra domanda, offerta e capacità reddituale.
La vera sfida dei prossimi anni sarà capire se Milano riuscirà a mantenere la propria attrattività senza trasformare l’accesso alla casa in un fattore di esclusione per una parte crescente di studenti, giovani professionisti e famiglie.
Il mercato degli affitti, infatti, non misura soltanto il valore degli immobili. Misura anche la capacità di una città di essere realmente abitabile per chi ci studia, lavora e costruisce il proprio futuro.
E la domanda che emerge con sempre maggiore forza è semplice: quanto a lungo potrà crescere il costo dell’abitare senza allontanarsi dalla capacità di spesa di chi vive e lavora a Milano?
Fonte Idealista