Anche nel primo semestre del 2025 il mercato immobiliare milanese conferma il suo dinamismo con prezzi in crescita in tutta la città. Secondo i dati dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, i valori delle abitazioni nel capoluogo lombardo sono aumentati in media dell’1,4%. Un ritmo di crescita più moderato rispetto agli anni passati, ma che testimonia la tenuta di un mercato che resta tra i più vivaci e complessi d’Italia.
Immobiliare Milano: centro resta stabile, il lusso non conosce crisi
Nel cuore della città, la macroarea del centro segna un incremento dello 0,8%. Qui il segmento del lusso continua a rappresentare un mondo a sé: un mercato esclusivo, fatto di immobili unici e acquirenti altamente selezionati. I prezzi, ormai ai massimi, si attestano mediamente tra i 15 e i 20 mila euro al metro quadrato nelle zone “top” come Quadrilatero, Brera e San Babila.
Gli acquirenti stranieri restano protagonisti: arrivano da tutto il mondo, cercano soluzioni pronte all’uso, moderne e con servizi di alto livello. Gli italiani, invece, si mostrano più cauti: spesso già residenti a Milano, acquistano per migliorare la propria condizione abitativa o per i figli. Grande richiesta per case storiche con terrazzo — bene raro e molto ambito — e box doppi, fondamentali per chi guida auto di grandi dimensioni.
Porta Nuova e City Life: modernità e sicurezza
Le nuove zone residenziali di lusso come Porta Nuova e City Life continuano ad attrarre domanda grazie a edifici di ultima generazione, con ampi spazi interni, terrazzi panoramici, domotica, aree comuni come palestre, piscine e giardini condominiali. Qui il prezzo medio si muove tra 12 e 15 mila euro al metro quadrato, mentre aree limitrofe come Porta Volta si attestano sui 7 mila euro, richiamando soprattutto investitori e acquirenti in cerca di affitti brevi o rendite da locazione.
Corso Magenta e Porta Romana: tradizione e prudenza
Grande interesse anche per la zona di corso Magenta, con immobili d’epoca e un mercato vivace di prime case. Le quotazioni variano tra 7.000 e 13.000 euro al metro quadrato a seconda della via e delle condizioni. Tuttavia, i costi di ristrutturazione sempre più elevati stanno rallentando le operazioni di riqualificazione.
Scenario più prudente in Porta Romana-Crocetta, dove dominano le abitazioni di ampia metratura ricercate da residenti del quartiere. I valori si mantengono stabili, con punte di 9.000 euro al metro quadrato nelle vie più prestigiose. Gli investimenti per affitti brevi si sono quasi azzerati, con un ritorno al mercato tradizionale.
Lodi-Corsica e Città Studi: traino delle nuove aree urbane
Le aree periferiche in trasformazione continuano a crescere. Nella macroarea Lodi-Corsica i valori salgono del 3,3%, spinti dai quartieri di Santa Giulia, Corvetto e Rogoredo. L’effetto Olimpiadi 2026 è evidente: la realizzazione del “PalaItalia”, del nuovo campus del Conservatorio e del progetto “Santa Giulia 2” — con 3.500 nuove abitazioni — ha acceso i riflettori su una zona in pieno sviluppo.
Anche la macroarea di Città Studi-Indipendenza segna un +2,8%. Qui si vendono bene i tagli piccoli — monolocali e bilocali — acquistati da giovani e investitori, grazie a prezzi ancora accessibili (tra 3.800 e 4.500 euro al mq) e alla vicinanza con università, ospedali e metropolitana.
Bovisa-Sempione e Affori: l’effetto riqualificazione
Trend positivo anche a nord, nella macroarea Bovisa-Sempione, dove il mercato beneficia della vicinanza con Cascina Merlata e dei progetti di rigenerazione urbana come quello dello Scalo Farini. Le quotazioni di Bonola e Trenno oscillano intorno ai 2.700-2.800 euro al metro quadrato, mentre Maciachini arriva a 4.000. Gli affitti restano sostenuti, con bilocali tra 900 e 1.200 euro al mese.
Ad Affori i valori crescono leggermente, trainati da una domanda giovane e familiare che apprezza la presenza di metropolitana e servizi. Gli investitori continuano a puntare su bilocali da mettere a reddito, soprattutto per studenti e lavoratori dell’area Niguarda.
Navigli e Famagosta rallentano
L’unica nota negativa arriva dalla macroarea Navigli-Famagosta, dove si registra un lieve calo (-0,8%). Le soluzioni usate faticano a trovare acquirenti, i tempi di vendita si allungano e molti proprietari stanno adeguando le richieste ai reali valori di mercato. La zona resta comunque attrattiva grazie ai nuovi interventi nell’ex area Nestlé e ai lavori per le Olimpiadi che stanno riqualificando Ripamonti e Val di Sole.
Alessandra Caparello – Wall Street Italia